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venerdì 2 ottobre 2015

AAA Cercasi Poesia

AAA Cercasi Poesia

Quotidianamente
cerco poesia in ogni anfratto
di là e di qua mi sbatto
ma risultati niente!

Poi la trovo a un tratto
e subito mi prende
ma immediatamente
mi raggira e mi mente.
Ci son cascata come il gatto
che nel proverbio finisce nel sacco
e da vecchia illusa..
ecco qua una delusa!

Quando poi smetto di cercarla,
come una farfalla,
sbuca da chissà dove
e mi assale come un cane il suo padrone,
più forte di come potessi mai pensare.
La poesia vera? E' lei che mi viene a cercare!


10 maggio 2014 -
capelli pazzi
Se "chi cerca trova" ... chi non cerca, vien trovato!
  

giovedì 27 febbraio 2014

Per quanto ancora?

Considerazione esistenzialista

Sono le ore 18.00 di un giorno di fine febbraio dell'anno 2014.
C'è ancora un filo di giorno nel cielo.
E' prestino per dire che le giornate si stanno allungando..ma sì: si stanno allungando.
E mi dico...:

E' ancora giorno. Per quanto ancora avrò voglia di ricominciare?



Per quanto avrò la forza e soprattutto la voglia di rinascere nelle belle stagioni, nelle fresche giornate primaverivili e nelle lunghe e calde giornate estive?

E' vero che chi se ne va, DEVE andarsene d'inverno!
Il mio inverno quando giugnerà?

Per ora...mi resta troppa voglia di ricominciare. Ma non posso fare a meno di domandarmelo.

"Cerco le notti ed il fiasco
se muoio rinasco
finché non finirà"

martedì 6 marzo 2012

Alessandro (Sandro) Pertini

1981
...
Pronto com'è alla dichiarazione e alla indignazione, Pertini diventa qualche volta, come personaggio ufficiale, una mina vagante. Talune sue gaffes sono rimaste famose. Ma anziché screditarlo, l'hanno ancor più umanizzato. I busti del Pincio che parlano solo il politichese più stretto farebbero carte false per potersi accaparrare le simpatie che Pertini conquista con una sortita capace di mettere a dura prova le coronarie dei diplomatici. Questo ottantacinquenne è un grande seduttore di folle, anche quando è ingenuo (o ci fa).

1982

La popolarità di Pertini viene proprio da questi che gli addetti al Palazzo consideravano i suoi difetti: l'impulsività, le impazienze, gli scatti, l'allergia ai doppi giuochi e alle manovre ritorte, insomma tutto ciò che comprova la schiettezza delle sue reazioni. Un sondaggio ha appurato che alla domanda: «A chi affidereste i vostri denari?», la quasi totalità degl'italiani ha risposto: «A Pertini». Sbagliando, perché Pertini di denaro non capisce nulla e se lo farebbe mangiare dall'inflazione. Ma il plebiscito dà la misura della fiducia nell'uomo. Perché proprio questo tutti riconoscono in lui: un uomo.

da Istantanee di Indro Montanelli

pag.240 ed. Rizzoli - 1994

sabato 25 febbraio 2012

Difetto di Verità

Se la mia "nuda" presenza attiva in altri, come spesso accade, spontanei processi emotivi e/o personalizzativi non posso esserne ritenuto responsabile. Sono, semmai, la causa, non la ragione di quei processi. Per poterne essere la ragione, dovrei provocarli intenzionalmente. A parte i casi di malafede, c'è un difetto di verità tutte le volte che si attribuiscono responsabilità per situazioni che non hanno un responsabile. Tuttavia, malafede e difetto di verità a nulla valgono rispetto al fatto che una cosa che c'è, c'è e non conta indipendentemente dall'esservene o no un responsabile.

da Il tempo e lo sguardo - del prof. Giovanni Cera

venerdì 20 gennaio 2012

Discorso sul metodo - René Descartes

E non so quali altre qualità contribuiscano alla perfezione dello spirito, perché voglio credere che la ragione, ovvero il [buon] senso, essendo la sola cosa per cui siamo uomini e ci distinguiamo dalle bestie, sia tutta intera in ognuno; e seguo in questo l'opinione comune dei filosofi, per cui il più e il meno si danno tra gli accidenti, non tra le forme o le nature degli individui della medesima specie.

mercoledì 28 dicembre 2011

filosofia e retorica

Retorica e Filosofia
si distinguono laddove ci sia o non ci sia da parte dell'oratore la volontà di persuadere i suoi auditori delle ragioni espresse e date per certe in un proprio discorso, ragioni in cui egli per primo crede fermamente.


(Ma il problema non è risolto...)
Quest'ultima parola però (retorica) è stata spesso bistrattata e male-utilizzata nel tempo. Il suo significato è stato frainteso, proprio come nel caso analogo della parola "anarchia", diventata un termine dispregiativo indicante tutt'altro che il significato datovi dagli anarchici. Retorica non è l'arte di ottenere ragione, retorica è l'espressione di un pensiero che non vuole essere inteso come una verità oggettiva ed assoluta, non dev'essere meramente un modo per omologarsi e rendersi comprensibili all'auditore comune od a chiunque. Retorica è far fuoriuscire ciò che in realtà solo dentro sé si pensa sia vivo e giusto.

"L'argomentazione filosofica, come quella giuridica, costituisce l'applicazione a un ambito particolare di una teoria generale dell'argomentazione che consideriamo come nuova retorica. Identificando quest'ultima come la teoria generale del discorso persuasivo, che tende a suscitare l'adesione, sia intellettuale che emotiva, di un uditorio, qualunque esso sia, affermiamo che ogni discorso che non aspiri a una validità impersonale appartiene all'ambito della retorica. Allorché comunicazione tende a influenzare una o più persone, a orientare il loro pensiero, a suscitare o placare le emozioni, a dirigere un'azione, essa fa parte del campo della retorica. Quest'ultima comprende, come caso particolare, la dialettica, tecnica della controversia. Così concepita, essa copre l'immensa regione del pensiero non formalizzato..." -
Chaim Perelman

Premesso ciò, non posso che arrivare alla conclusione che non ci sia, dunque, una netta e reale distinzione tra le due parole: "retorica" e "filosofia"....
Per sottolineare la differenza ci si potrebbe appellare alla mancanza di volontà di persuasione insita nei discorsi filosofici, al contrario di quelli retorici dove è invece oltremodo presente.
Ad esempio è anche vero che si può far uso di retorica pur manifestando idee nelle quali non è necessario credere, dato che l'unico scopo di tale manifestazione altro non è che convincere, persuadere l'uditorio delle ragioni da noi esposte. In questo caso l'importante è, infatti, che siano gli altri a crederci/cascarci. Insomma, per uscirne basterebbe dunque chiamare questa "retorica della persuasione" in alcuna maniera che non sia "demagogia" o "populismo".

venerdì 16 dicembre 2011

Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde

- Gli individui comuni aspettano che la vita dischiuda loro i suoi segreti; ma solo a pochi, agli eletti, la vita rivela i suoi misteri prima che squarci il velo.
L'arte sortisce talvolta questo effetto - e, in particolare, la letteratura che investe in modo più immediato le passioni e l'intelletto.
Ma, di tanto in tanto, una personalità complessa prende il posto dell'arte e se ne assume il compito: diventa, a suo modo, una vera opera d'arte, poiché anche la vita produce i suoi capolavori elaborati, esattamente come la poesia, la scultura o la pittura.

- Se guardava indietro al cammino dell'uomo nella Storia, era ossessionato dalla sensazione di una grave perdita. A quante cose gli uomini avevano rinucniato! E per quali miseri scopi! Si erano imposti inaudite rinunce, atti mostruosi di tortura e negazione di sé, che nascevano dalla paura e si risolvevevano in una degradazione infinitamente più abominevole di quell'immaginaria degradazione da cui, nella loro ignoranza, avevano cercato di fuggire.

giovedì 15 dicembre 2011

I cosiddetti sani - Erich Fromm

Dalla lettura di un manuale di psichiatria e dallo studio delle nevrosi e delle psicosi si può ricavare l'idea che tali patologie siano delle risposte che l'individuo dà al problema dell'esistenza umana. Si può quindi affermare che ad ammalarsi di nevrosi e psicosi sono proprio le persone più sensibili della media al problema del senso della vita. Di norma, la maggior parte delle persone ha la pelle più dura e risponde alla questione religiosa, vale a dire alla questione di un determinato quadro di riferimento e di un determinato oggetto di devozione, nel modo prescritto dalla propria cultura. Chi invece è più sensibili e non riesce a trascurare l'impellenza del bisogno di religione, elabora un proprio credo profetico che lo psichiatra definisce poi nevrosi o psicosi.

domenica 11 dicembre 2011

La Nausea - Jean Paul Sartre

Sono solo in mezzo a queste voci gioiose e ragionevoli.
Tutti questi tipi passano il loro tempo a spiegarsi, a riconoscere felicitandosene che sono della stessa opinione. Quanta importanza attribuiscono, mio Dio, a pensare tutti quanti le stesse cose.
Basta vedere la faccia che fanno quando passa in mezzo a loro uno di questi uomini dagli occhi di pesce, che sembrano guardare al di dentro e coi quali non si può più assolutamentre trovarsi d'accordo.