Visualizzazione post con etichetta personale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta personale. Mostra tutti i post

mercoledì 13 luglio 2016

Voce del verbo "cambiare"

Questa sconvolgente tragedia dello scontro fra treni tra Corato e Andria

mi fa sentire male, oltre che per le vite spezzate e per quelle rovinate,
perché mi mette di fronte ai miei limiti, a ciò che non ho ancora fatto e che ho sempre voluto fare, a ciò che devo fare, a ciò che è lì e che guardo ogni giorno e che non ho il coraggio di affrontare.

Mi fa sbattere la faccia contro ciò che di me non mi piace e che devo cambiare.
Questo perché so che son io stessa artefice di tante piccole tragedie quotidiane, lo so.

Cambio.

venerdì 2 ottobre 2015

AAA Cercasi Poesia

AAA Cercasi Poesia

Quotidianamente
cerco poesia in ogni anfratto
di là e di qua mi sbatto
ma risultati niente!

Poi la trovo a un tratto
e subito mi prende
ma immediatamente
mi raggira e mi mente.
Ci son cascata come il gatto
che nel proverbio finisce nel sacco
e da vecchia illusa..
ecco qua una delusa!

Quando poi smetto di cercarla,
come una farfalla,
sbuca da chissà dove
e mi assale come un cane il suo padrone,
più forte di come potessi mai pensare.
La poesia vera? E' lei che mi viene a cercare!


10 maggio 2014 -
capelli pazzi
Se "chi cerca trova" ... chi non cerca, vien trovato!
  

sabato 29 novembre 2014

sempre ricercherò la tua sensibilità

Malgrado un momento di interiore sconforto
che ha scavato a fondo nel mio orto
di personali piantine cresciute
grazie alla linfa delle esperienze vissute
ho scritto di te e ti ho pensato anche sforzandomi
per non dimenticare quello che hai donatomi
negli anni lì sempre al mio fianco
Non un freesta ti ho dedicato ma solo tanto pianto.

Ho sentito ogni giorno che passava la tua mancanza
perché di qualcuno da infastidire sono rimasta senza.
Avresti dato la vita per me e lo hai sempre voluto.
hai lottato per ciò fino al tuo ultimo saluto
Ti ho fatto andare via da questo mondo
mentre eri in un sonno profondo
Con quella siringa letale
il veterinaio ha fermato il tuo cuore e il movimento muscolare
Ti sei rilassata e ti sei lasciata andare
E' stato uno strazio doverlo fare
Tu non mi avresti mai abbandonata, lo so, e mai in quel modo
diciamo che non lo avresti mai fatto e chiudo
Avresti dato la vita per me lo hai sempre voluto
Era un tuo desiderio e così l'ho esaudito.
L'ho forse fatto per egoismo? per voglia di non vederti?
Per non dover sentire i tuoi tremendi lamenti?
era diventato un continuo
soprattutto quando non eri sotto l'effetto del calmante piangevi come un bambino.

Non t'avevo mai vista così ma sempre forte, sempre al mio fianco
e d'un tratto ho dovuto dirti addio senza rendermene conto
Sei stata l'unica creatura che per me avrebbe fatto qualsiasi cosa
che potevo sfottere senza subire conseguenza rischiosa
Ti sfottevo in ogni momento in cui ero giù
anche se magari tu non eri proprio nel mood
ma mai mi hai detto di andarmene via
so che eri costretta e questo ti ha reso la mia
unica vera amica, una sorella, una figlia
sei una musa, sei la parte di me che brilla.
sei importante e lo sarai sempre
per tutto quello che mi hai dato mai hai chiesto in cambio niente

sei un animale ma per me eri persona
tutti i pensieri portano a te come le strade portano a roma
Avevi la personalità di una sensibile umana
probabilmente del cane più sensibile di tutti
non chic o modella ma piena di difetti
che però ti rendevano unica, che ti rendevano Dolly
per sempre il mio cane che vedrò in tutti quelli
che incontrerò. mille altri cani simpatici e belli
in cui sempre ricercherò la tua sensibilità
mi hai insegnato quella e quella mi basterà.

Grazie

giovedì 6 novembre 2014

Dolly, mio unico amore

È vero, la vita va avanti.
Anche senza te, Dolly. Mia certezza, mio punto di riferimento, mio eterno esempio. Non mi sembra vero di averti perso. Te ne sei andata così, all’improvviso. Mi sento di averti uccisa io (con l’eutanasia) e sento la tua voce che mi dice: “perché l’hai fatto?”. Perché tu eri forte e, come tante altre difficoltà, avresti superato anche questo grave problema di salute che era comparso tutt’a un tratto. Hai aspettato che io partissi per iniziare coi sintomi. Non volevi rovinarmi il viaggio, non volevi evitare che io partissi. Tu lo sapevi. Il mercoledì precedente hai avuto quella breve crisi epilettiche e mi hai fatto quasi infartare quando ti ho vista agire in quel modo. Ma, come ero abituata a vederti, hai superato anche quella, non senza difficoltà: ricordo che quando ti abbiamo messa vicino a noi e la crisi è passata, sulle mie gambe ancora non respiravi bene. Pensavo che dovessi lasciarmi da un momento all’altro, e invece… il tuo cuore è stato così forte da resistere. Sei l’essere più forte che io abbia mai visto e sarai sempre il mio esempio!

Mi dispiace di averti uccisa. Mi sento un’assassina. Sento di averlo fatto per non soffrire nel vederti in quello stato. Giungere da Bologna già con l’idea di doverti dire addio non è stato per niente semplice. Mi manchi da morire. Sei stata la mia amica di sempre, la mia compagna, una sorella e gli ultimi anni anche una figlia. Mi si è lacerato il cuore nel fare quello che ho fatto, ma ancora peggio nel vederti in quello stato. Incapace di alzarti, sofferente, che lanciavi quelle urla e quei lamenti disperati. Anche quando sapevi che stavamo andando ad ucciderti (mi sento malissimo al solo pensiero) tu piangevi. Non so se in quel momento ci vedevi o ci sentivi. So che quando siamo tornate da Bologna io e Anna Lisa, ti ho fatto annusare la mia mano e tu ti sei accorta che ero lì, nonostante tutto, nonostante i dolori atroci che provavi, il cervello e i sensi quasi andati, tu ti sei accorta che c’ero e sei anche riuscita a fare quel cenno della felicità che sempre ci dimostravi quando ci rivedevi dopo un periodo di assenza. Per me è stato importante. Ho pianto tanto. Piango ancora, dopo 4 giorni, e ho gli occhi gonfi e non ci vedo bene. Sento ancora la tua voce, il tuo abbaiare e il tuo lamentarti, sento i tuoi passi, ti vedo in giro per casa, sono sempre pronta a portarti giù quando torno. Io a casa ormai non voglio tornarci mai. È sempre una sofferenza tornare e vedere i soliti posti di mille serate in cui ti ho portata giù e ci siamo fatte le passeggiate. Mi sei rimasta dentro e ci sarai per sempre. Odio dover ripensare agli ultimi istanti. Ci siamo recati dal veterinario e ti ho vista mentre ti addormentava per sempre prima con la siringa dell’anestesia e poi con l’ultima letale iniezione (a cui non ho voluto assistere) con cui ti bloccava tutti i muscoli ed il cuore, Quel cuore bastardo che avevi che non voleva mollare. Tu piccola stronzetta che non hai mai mollato e che negli ultimi momenti hai sempre cercato di alzarti perché non volevi darci quel dispiacere di vederti in quello stato e volevi sempre trasmetterci tutto l’amore che provavi. Non c’è mai stato nessuno nella mia vita che mi abbia dato tutto quello che mi hai dato tu senza pretendere niente in cambio. Mi tiravi su nei momenti di sconforto e nei momenti in cui mi credevo una nullità e mi sentivo una merda, tu c’eri sempre. Tu c’eri sempre quando io venivo a sfotterti solo per sentirmi calcolata da qualcuno. Tu c’eri anche quando non volevi esserci perché eri infastidita o stavi male, ed io ero invece lì sempre a romperti i coglioni. Mi dispiace per quelle volte in cui forse ho esagerato. Ti ringrazio per la pazienza che hai avuto. Ti ringrazio per essere stata “il mio cane”, e so che non è facile perché spesso magari ti lasciavo a digiuno e non me ne accorgevo. Ho tante colpe nei tuoi confronti: non ti portavo sempre giù quando tu me lo chiedevi disperatamente, per mia pigrizia e bastardaggine, non ti calcolavo a volte perché presa dai miei stupidi problemi del cazzo, esistenziali ergo inesistenti. Tu sei stata come una persona per me. Io potevo farti quello che volevo, sapevo come prenderti, dove mettere le mani, come trattarti, quando era il momento giusto per metterti le mani in bocca, nelle orecchie e vicino al culetto, il momento per infastidirti facendoti il solletico sulle orecchie, toccandoti le zampette, prendendoti quella codina amputata che ti rendeva così particolare. Chi ti conosceva, se avesse approfondito, avrebbe subito capito che eri il mio cane, il nostro cane, perché si vedeva: era evidente che avevi un’educazione ed un’intelligenza uniche che solo da questa famiglia potevano derivare e che solo noi potevamo trasmetterti. Incredibile quanto tu non avresti mai fatto pipì a terra, sapevi di sbagliare, negli ultimi anni, ma lo facevi per problemi ai reni probabilmente. Non potevi più resistere. Io e nessuno infatti ti ha mai rimproverata per ciò. Ed io, da questi piccoli segnali capivo che stavi invecchiando, ma mai avrei pensato di doverti dire addio in pochi giorni, senza manco vederti star male, e doverti fare l’eutanasia. Che è stata la cosa più brutta che io abbia mai fatto in vita mia. Il momento prima o poi sarebbe arrivato, questo lo so, ma per quanto potessi aspettarmelo, non è stato come avevo immaginato o quando avevo immaginato. Vorrei tornare indietro nel tempo per farmi perdonare di tutto quello che ti ho fatto e non ti ho fatto. Vorrei poterti dare un millesimo di quello che tu mi ha dato e trasmesso. Vorrei poterti coccolare ancora e soprattutto sfotterti ancora. Ciò non è possibile, ma continuerò a sognarti, ad averti dentro e a pensarti. Mi sento quasi in colpa nel ritornare alla mia normale vita quotidiana, perché penso che non è affatto giusto che tu non debba esserci più al suo interno. Eri parte integrante di ogni mio giorno, di ogni mia quotidianità, come faccio a non pensarti? In ogni caso non voglio dimenticarti, ho paura. Mai scorderò quando ti abbiamo seppellita, lì, in campagna, vicino alle piante grasse dalla parte del cancelletto, a sinistra della gabbia delle galline. Tu ora sei lì? No, il tuo corpo è lì, al freddo, come mai avrebbe dovuto stare. Se ripenso al momento in cui ti ho seppellita….mi sento morire. Mi sento morire. Ti prego perdonami per tutto quanto. Perdonami. Perdonami se ti ho lasciata andare. Perdonami se non c’ero gli ultimi giorni, perdonami!

sabato 31 maggio 2014

una lama affonda profonda

L'ignoranza della gente
continuamente mi offende
come una lama affonda
profonda
nel mio ventre
il mio sangue che ne fuoriesce
conferma alla luce la luminosa certezza
della pochezza
di cui ci si circonda nel cammino
come abbandonati a inesorabile destino
tentando invano di lottare per le proprie ragioni
e di esprimere le più proprie opinioni
ribellandosi alle discriminazioni

nei tuoi discorsi
fai sforzi
per non ferir nessuno
fai digiuno
di cliché
dagli altri troppo utilizzati
ti informi su altre culture nuovi aspetti nuovi riti
ti aspetti che lo stesso lor si faccia con te
e invece scelgono di difendere l'incolumità
della maschera che cela la lor vera identità
ed impietosamente attaccano quanto pù accuratamente
meglio se in branco. con una spalla non rischiano niente
colpiscono coi luoghi comuni e i pregiudizi
negli attimi propizi

ma io sono forte adesso non mi colpisci
né mi tocchi né mi stupisci
sono a conoscenza dei tuoi limiti e dei miei
ma comunque cercherò assidua di rompere quel muro
che nasconde alla mia vista i pensieri tuoi
e che ci preclude un'alchimia che in futuro
vorrei
poter raggiungere in un solo sguardo
e poi insegnarlo all'intero mondo

sabato 9 febbraio 2013

Non mi pento

Ma il bello delle elezioni è vedere persone, che so essere fasciste nell'anima, militare in partiti di sinistra.
Ciò significa che, come ho forse stupidamente fatto in passato, non mi affiderò più alle idee di cui si fan portatori i partiti o a quanto possa ispirarmi l'uno piuttosto che l'altro.
D'ora in poi cercherò di conoscere al meglio la gente che fa parte di questi partiti e che vi partecipa e che è a me vicino (in termini puramente fisici s'intende). Eppure ero assolutamente convinta di conoscerla già abbastanza questa gente. Sbagliando ho imparato. Ed ora mi affiderò solo a chi conosco veramente e che non mi ha mai deluso: no, non sono io, io mi son delusa troppe volte. Chi può essere questa gente che non mi ha mai deluso se non io, allora? Non lo so. Tutt'ora. Oltre ad alcuni miei parenti ai quali tengo molto. ...
So che da qualche parte nella mia città c'è qualcuno con delle idee giuste e giusti modi per metterle in pratica, lo sento, lo voglio sentire, perché sento che è mio dovere, in quanto essere umano, fidarmi di qualcuno. Non è sempre giusto ch'io deleghi, ma non sono una santa o un genio e non sento di avere le capacità e/o la voglia di fare strada in quel pozzo di melma che è la politica. Stavolta però sarò attenta a scegliere persone possibilmente prive della tipica violenza verbale e concettuale, o esibizionismi o vittimismi che son stati caratteristiche peculiari di coloro di cui mi ero fidata in precedenza, e che hanno saputo a fondo gettar fango sulla onestà di alcune semplici persone (non si trattava di non un branco di pecore, nè tantomeno un migliaio di teste bacate od una folla di gente riunita sotto uno stesso tetto di idee incapaci di guardare oltre, ma persone dalle idee diverse capaci di rispettarsi tra loro e di ascoltare) semplici e spesso ingenue, in fin dei conti persone semplici. Ma coloro di cui mi ero fidata non hanno esitato a compromettere l'immagine di queste persone, tanto erano più che certi di non poter mai subire ritorsioni. Non si trattava mica di mafia quella contro la quale combattevano, ma di gente tranquilla che ha sempre lottato contro le violenze quotidiane e mai aveva fatto del male a nessuno, mai era stata incoerente su alcuni princìpi, come hanno invece lasciato intendere più volte, tutto al solo scopo di meglio apparire, venire a galla, farsi strada, farsi notare. Ora questi fan tanto la gente onesta e impegnata. Ben venga!
Ho fatto un pessimo errore, ma è stato un errore umano di cui non mi pentirò mai. Non sono io a dovermi pentire.
Io ho solo scelto di fidarmi del mio prossimo, ho solo scelto di fidarmi dell'idea che i mezzi, quelli che permettono di compiere talune azioni, non debbano essere demonizzati, anzi. Questa idea fa ricadere la responsabilità esclusivamente su coloro che utilizzano i suddetti mezzi per raggiungere i propri sporchi obiettivi, che esibiscono come puri e limpidi agli occhi dei più.
Se dovessi tornare indietro però rifarei tutto, forse perché penso che non sia mai un errore fidarsi di qualcuno, a patto di conoscerlo da vicino ovviamente, come ho fatto.
Voglio che la politica sia fatta di questo, voglio che i miei amici votino i loro amici: e perché gli voglion bene, e perché credono nelle loro idee. Non importa se sbagliano, fidarsi è un dovere umano. "Stay Human" diceva qualcuno.