Nei tuoi discorsi
fai sforzi
per non ferir nessuno.
Fai digiuno
di cliché
dagli altri troppo utilizzati.
Ti informi su altre culture, nuovi aspetti, nuovi riti.
Ti aspetti che lo stesso lor si faccia con te,
e invece scelgono di difendere l'incolumità
della maschera che cela la lor vera identità.
Ed impietosamente attaccano quanto pù accuratamente!
Meglio se in branco, con una spalla non rischiano niente!
Colpiscono coi luoghi comuni e i pregiudizi
negli attimi propizi.
Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
sabato 26 aprile 2014
venerdì 18 aprile 2014
paura del clone
Mi sono resa conto che fino a qualche tempo fa avevo anch'io molti pregiudizi.
Ebbene sì. Rinnegavo di esserlo, ma lo ero, XENOFOBA.
AVEVO PAURA DEL DIVERSO!!! Criticavo spesso gli altri e altri loro comportamenti.
ORA MI PIACE IL DIVERSO.
Non mi piace più criticare. Non lo faccio...è più forte di me apprezzare chi si comporta in maniera diversa. Dovesse essere stramba o semplicemente diversa da me. LO CAPISCO. E MI PIACE.
E riesco OGGI ad apprezzare maggiormente anche me stessa. Mi sento meglio.
E' la realizzazione di ciò che avrei voluto essere. E' la realizzazione di quanto diceva Voltaire:
Non condivido ciò che dici ma darei la vita affinché tu possa dirlo.
!!!!!!!!
e come dice il caro GIOVANE Rocco Hunt
Fate l'amore invece d'impugnare quel coltello.
La violenza è stata sempre il metodo di chi non ha cervello.
Grazie a chi ha reso ciò possibile!
Ebbene sì. Rinnegavo di esserlo, ma lo ero, XENOFOBA.
AVEVO PAURA DEL DIVERSO!!! Criticavo spesso gli altri e altri loro comportamenti.
ORA MI PIACE IL DIVERSO.
Non mi piace più criticare. Non lo faccio...è più forte di me apprezzare chi si comporta in maniera diversa. Dovesse essere stramba o semplicemente diversa da me. LO CAPISCO. E MI PIACE.
E riesco OGGI ad apprezzare maggiormente anche me stessa. Mi sento meglio.
E' la realizzazione di ciò che avrei voluto essere. E' la realizzazione di quanto diceva Voltaire:
Non condivido ciò che dici ma darei la vita affinché tu possa dirlo.
!!!!!!!!
e come dice il caro GIOVANE Rocco Hunt
Fate l'amore invece d'impugnare quel coltello.
La violenza è stata sempre il metodo di chi non ha cervello.
Grazie a chi ha reso ciò possibile!
giovedì 27 febbraio 2014
Per quanto ancora?
Considerazione esistenzialista
Sono le ore 18.00 di un giorno di fine febbraio dell'anno 2014.
C'è ancora un filo di giorno nel cielo.
E' prestino per dire che le giornate si stanno allungando..ma sì: si stanno allungando.
E mi dico...:
E' ancora giorno. Per quanto ancora avrò voglia di ricominciare?
Per quanto avrò la forza e soprattutto la voglia di rinascere nelle belle stagioni, nelle fresche giornate primaverivili e nelle lunghe e calde giornate estive?
E' vero che chi se ne va, DEVE andarsene d'inverno!
Il mio inverno quando giugnerà?
Per ora...mi resta troppa voglia di ricominciare. Ma non posso fare a meno di domandarmelo.
"Cerco le notti ed il fiasco
se muoio rinasco
finché non finirà"
Sono le ore 18.00 di un giorno di fine febbraio dell'anno 2014.
C'è ancora un filo di giorno nel cielo.
E' prestino per dire che le giornate si stanno allungando..ma sì: si stanno allungando.
E mi dico...:
E' ancora giorno. Per quanto ancora avrò voglia di ricominciare?
Per quanto avrò la forza e soprattutto la voglia di rinascere nelle belle stagioni, nelle fresche giornate primaverivili e nelle lunghe e calde giornate estive?
E' vero che chi se ne va, DEVE andarsene d'inverno!
Il mio inverno quando giugnerà?
Per ora...mi resta troppa voglia di ricominciare. Ma non posso fare a meno di domandarmelo.
"Cerco le notti ed il fiasco
se muoio rinasco
finché non finirà"
venerdì 31 gennaio 2014
Domande sullo stare insieme
Fino a che punto siamo esseri egoisti?
Quale limite marca la differenza tra il diritto di vivere la propria vita, di essere felici e la cattiveria, lo scarso altruismo e la scarsa generosità?
Allora cosa rende l'essere umano un essere capace di vivere bene in comunità?
Il proprio egocentrismo? O anzi l'empatia e la bontà verso il prossimo? O semplicemente la bontà verso se stesso?
Cosa e/o chi decide se una azione od operazione è opera di bene o opera di male? In base a che cosa?
Non è giusto che chiunque persegua la propria felicità, o perlomeno quella che crede essere tale?
Domande sullo stare insieme.
venerdì 22 febbraio 2013
una domanda
ho voglia di fare a tutte le persone che conosco molte domande. credo che la più importante sia senza dubbio una sola:
che senso ha la tua vita, o la vita in generale, secondo te?
inteso: perchè nasciamo, cresciamo, soffriamo, piangiamo o siamo felici o moriamo? che senso può mai avere tutto questo?
so che nessuno saprà darmi la risposta, anzi, rischierei di provocare nel prossimo la stessa sensazione di sconforto che mi assale ogni qualvolta penso a questo dilemma.
metto in chiaro subito una cosa: io so per certo che vivere, e dare un senso al proprio vivere, significa prima di tutto essere felici, e so anche che per esserlo abbiamo la necessità di rendere felici gli altri, coloro che amiamo, chi ci sta intorno. come posso appurare personalmente, la risposta saprei anche darmela da sola...ma certo non mi basta.
forse perchè voglio semplicemente il parere degli altri. forse semplicemente perché vedo troppa sofferenza ed infinita solitudine in ogni singolo essere umano che incrocio quotidianamente. lo vedo troppo abituato a vivere a contatto con tante persone diverse, certo, ma senza mai il cenno d'un sorriso, uno vero, o d'un pianto, poiché troppo assuefatto al vivere "come si conviene" e ormai fornito di una forgiata corazza indistruttibile che tiene lontano tutto e tutti dal proprio animo, dai sentimenti, dal proprio intimo, ormai nascosto dietro una maschera perpetua.
come posso pensare ad un futuro per me e ad un senso per questa vita se vedo la gente soffrire? sempre e comunque. quando mi capita di vedere una persona incondizionatamente felice mi commuovo seriamente..e capita molto raramente, per mia fortuna forse. non lo capirò mai questo dono.
sabato 9 febbraio 2013
Non mi pento
Ma il bello delle elezioni è vedere persone, che so essere fasciste nell'anima, militare in partiti di sinistra.
Ciò significa che, come ho forse stupidamente fatto in passato, non mi affiderò più alle idee di cui si fan portatori i partiti o a quanto possa ispirarmi l'uno piuttosto che l'altro.
D'ora in poi cercherò di conoscere al meglio la gente che fa parte di questi partiti e che vi partecipa e che è a me vicino (in termini puramente fisici s'intende). Eppure ero assolutamente convinta di conoscerla già abbastanza questa gente. Sbagliando ho imparato. Ed ora mi affiderò solo a chi conosco veramente e che non mi ha mai deluso: no, non sono io, io mi son delusa troppe volte. Chi può essere questa gente che non mi ha mai deluso se non io, allora? Non lo so. Tutt'ora. Oltre ad alcuni miei parenti ai quali tengo molto. ...
So che da qualche parte nella mia città c'è qualcuno con delle idee giuste e giusti modi per metterle in pratica, lo sento, lo voglio sentire, perché sento che è mio dovere, in quanto essere umano, fidarmi di qualcuno. Non è sempre giusto ch'io deleghi, ma non sono una santa o un genio e non sento di avere le capacità e/o la voglia di fare strada in quel pozzo di melma che è la politica. Stavolta però sarò attenta a scegliere persone possibilmente prive della tipica violenza verbale e concettuale, o esibizionismi o vittimismi che son stati caratteristiche peculiari di coloro di cui mi ero fidata in precedenza, e che hanno saputo a fondo gettar fango sulla onestà di alcune semplici persone (non si trattava di non un branco di pecore, nè tantomeno un migliaio di teste bacate od una folla di gente riunita sotto uno stesso tetto di idee incapaci di guardare oltre, ma persone dalle idee diverse capaci di rispettarsi tra loro e di ascoltare) semplici e spesso ingenue, in fin dei conti persone semplici. Ma coloro di cui mi ero fidata non hanno esitato a compromettere l'immagine di queste persone, tanto erano più che certi di non poter mai subire ritorsioni. Non si trattava mica di mafia quella contro la quale combattevano, ma di gente tranquilla che ha sempre lottato contro le violenze quotidiane e mai aveva fatto del male a nessuno, mai era stata incoerente su alcuni princìpi, come hanno invece lasciato intendere più volte, tutto al solo scopo di meglio apparire, venire a galla, farsi strada, farsi notare. Ora questi fan tanto la gente onesta e impegnata. Ben venga!
Ho fatto un pessimo errore, ma è stato un errore umano di cui non mi pentirò mai. Non sono io a dovermi pentire.
Io ho solo scelto di fidarmi del mio prossimo, ho solo scelto di fidarmi dell'idea che i mezzi, quelli che permettono di compiere talune azioni, non debbano essere demonizzati, anzi. Questa idea fa ricadere la responsabilità esclusivamente su coloro che utilizzano i suddetti mezzi per raggiungere i propri sporchi obiettivi, che esibiscono come puri e limpidi agli occhi dei più.
Se dovessi tornare indietro però rifarei tutto, forse perché penso che non sia mai un errore fidarsi di qualcuno, a patto di conoscerlo da vicino ovviamente, come ho fatto.
Voglio che la politica sia fatta di questo, voglio che i miei amici votino i loro amici: e perché gli voglion bene, e perché credono nelle loro idee. Non importa se sbagliano, fidarsi è un dovere umano. "Stay Human" diceva qualcuno.
Ciò significa che, come ho forse stupidamente fatto in passato, non mi affiderò più alle idee di cui si fan portatori i partiti o a quanto possa ispirarmi l'uno piuttosto che l'altro.
D'ora in poi cercherò di conoscere al meglio la gente che fa parte di questi partiti e che vi partecipa e che è a me vicino (in termini puramente fisici s'intende). Eppure ero assolutamente convinta di conoscerla già abbastanza questa gente. Sbagliando ho imparato. Ed ora mi affiderò solo a chi conosco veramente e che non mi ha mai deluso: no, non sono io, io mi son delusa troppe volte. Chi può essere questa gente che non mi ha mai deluso se non io, allora? Non lo so. Tutt'ora. Oltre ad alcuni miei parenti ai quali tengo molto. ...
So che da qualche parte nella mia città c'è qualcuno con delle idee giuste e giusti modi per metterle in pratica, lo sento, lo voglio sentire, perché sento che è mio dovere, in quanto essere umano, fidarmi di qualcuno. Non è sempre giusto ch'io deleghi, ma non sono una santa o un genio e non sento di avere le capacità e/o la voglia di fare strada in quel pozzo di melma che è la politica. Stavolta però sarò attenta a scegliere persone possibilmente prive della tipica violenza verbale e concettuale, o esibizionismi o vittimismi che son stati caratteristiche peculiari di coloro di cui mi ero fidata in precedenza, e che hanno saputo a fondo gettar fango sulla onestà di alcune semplici persone (non si trattava di non un branco di pecore, nè tantomeno un migliaio di teste bacate od una folla di gente riunita sotto uno stesso tetto di idee incapaci di guardare oltre, ma persone dalle idee diverse capaci di rispettarsi tra loro e di ascoltare) semplici e spesso ingenue, in fin dei conti persone semplici. Ma coloro di cui mi ero fidata non hanno esitato a compromettere l'immagine di queste persone, tanto erano più che certi di non poter mai subire ritorsioni. Non si trattava mica di mafia quella contro la quale combattevano, ma di gente tranquilla che ha sempre lottato contro le violenze quotidiane e mai aveva fatto del male a nessuno, mai era stata incoerente su alcuni princìpi, come hanno invece lasciato intendere più volte, tutto al solo scopo di meglio apparire, venire a galla, farsi strada, farsi notare. Ora questi fan tanto la gente onesta e impegnata. Ben venga!
Ho fatto un pessimo errore, ma è stato un errore umano di cui non mi pentirò mai. Non sono io a dovermi pentire.
Io ho solo scelto di fidarmi del mio prossimo, ho solo scelto di fidarmi dell'idea che i mezzi, quelli che permettono di compiere talune azioni, non debbano essere demonizzati, anzi. Questa idea fa ricadere la responsabilità esclusivamente su coloro che utilizzano i suddetti mezzi per raggiungere i propri sporchi obiettivi, che esibiscono come puri e limpidi agli occhi dei più.
Se dovessi tornare indietro però rifarei tutto, forse perché penso che non sia mai un errore fidarsi di qualcuno, a patto di conoscerlo da vicino ovviamente, come ho fatto.
Voglio che la politica sia fatta di questo, voglio che i miei amici votino i loro amici: e perché gli voglion bene, e perché credono nelle loro idee. Non importa se sbagliano, fidarsi è un dovere umano. "Stay Human" diceva qualcuno.
venerdì 28 dicembre 2012
urla disperate
Erano le 01 e 16 minuti, era notte fonda, tre ragazzi
camminavano per strada, amici di una vita o amici da pochi minuti, neanche loro
sapevano più distinguerlo. Erano leggermente su di giri, ma ciò non lo si
evinceva da nulla, erano semplicemente un po’ più “sollevati” del solito da
qualsiasi problema ed anche un po’ più disinibiti. Camminavano per strada soli,
una strada che pur se statale risultava semi-deserta e semi-buia. Questi tre
ragazzi passeggiavano, camminavano, nel frattempo pensavano. Non sappiamo bene
a cosa pensassero, sappiamo soltanto che pensavano, e su questo non c’era
dubbio. Probabilmente chi al futuro prossimo, chi al futuro remoto, chi ai suoi
problemi, anzi un po’ tutti. Niente di irrisolvibile, solo ordinaria
amministrazione del tipo: che mi succederà? tra qualche anno come starò messo?
Ad un tratto passeggiando si trovarono a costeggiare un
immenso parco sul quale la strada si affacciava, e vi era un accesso principale
un po’ più avanti, costituito da qualche gradino (una ventina) per goderne
appieno della superficie. Per il resto si poteva ammirare bene dall’alto della
strada, ma mai quanto dall’alto dei balconi dei sesti e settimi piani dei
palazzi circostanti. Soltanto che la gente del posto, un po’ per inerzia nel
vederlo sempre, oramai abituata, non ci faceva più manco caso, non aveva più
quasi senso. Era una delle tante cose della vita alla quale ti assuefai e non
alla fine non la noti neanche più.
Questi ragazzi, nella loro reciproca solitaria compagnia (l’ossimoro
si sposa perfettamente con la situazione interiore che pur tre giovani ragazzi
assieme possono avere) anche se tra una battuta e l’altra, non poterono
oltrepassare questo parco senza lasciarsi andare ad un’idea malsana che sarebbe
stata fonte di disprezzo nei loro confronti da parte dei sonnolenti e oramai
dormienti abitanti degli immobili nei paraggi. D’improvviso i tre ragazzi
presero a gridare, uno dopo l’altro, la sola vocale che evidentemente
conoscevano: “oooooooooooooooH” – “ooooooooh” “oooooooooooooooooooooh”.
Per gli auditori potea sembrare un gioco fine a se stesso,
vuoto, dispersivo, idiota, fastidioso, ma per gli urlatori era un potente
sfogo, uno schiaffo al futuro ed un fanculo al passato. Era un urlare: “io sono
qui, adesso, è questo ciò che conta!” – “io sto vivendo, fanculo mondo!” – “ditemi quello che volete, venitemi pure
contro, io sono qui e non me ne importa niente” – “scusatemi se sono nato, ma
dovrete sorbirmi così come sono”. Erano sfoghi apparentemente limpidi, chiari,
facili, senza un’ombra di temute ripercussioni, men che meno di ripensamenti o
pentimenti, di riflessioni, lo sfondo era però triste, o più che triste,
malinconico, alquanto romantico. Si celava dentro di loro null’altro che una
voglia intimamente insensata di attirare l’attenzione delle altre anime vaganti,
dei perché della gente, perché la risposta ai perché di tutti fosse una e una
soltanto. La solitudine doveva scomparire. Insieme si lotta meglio. Pareva essere
il pianto di un cane randagio solitario o d’un piccolo branco. Dal parco si
levava la eco di queste urla forse d’aiuto. Alle prime impressioni scettiche e
malpensanti dei borghesi erano proprio urla di rompicoglioni che rompevano il
silenzio soave e delizioso della notte per inneggiare i loro slogan e imporre
le loro fastidiose quante arroganti presenze. Erano invece grida disperate d’aiuto
da parte di tre povere anime perdute in un mondo che tutt’oggi non riesce a
consacrare il senso della vita. Ma già lo conosce. È la compagnia, lo stare
assieme, l’amarsi.
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